Durante il XVI secolo, le coste siciliane furono bersaglio dei
corsari. Essi compivano razzie e rapivano personaggi ricchi ed
importanti per chiederne il riscatto. Occorreva dunque vigilare
le coste per avvertire gli abitanti del pericolo e chiedere
aiuto.
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A tale scopo furono costruite le torri che attraverso
codici di comunicazione (i cosiddetti “Fani”) trasmettevano
messaggi per annunciare il pericolo. Le torri costiere della
Sicilia possono essere catalogate in tre tipi: Torri di Città,
Torri di terra e Torri di Deputazione.
I primi due tipi erano
torri private che costruivano i feudatari per difendersi dai
pericoli esterni; accanto ad esse solitamente veniva annessa
un’osteria o un ostello dove il viandante poteva fermarsi. Le
torri dette “di deputazione” venivano chiamate così proprio
perché a sovrintendere alla loro realizzazione era la
Deputazione del Regno (Alla fine del '700 venne redatto un
elenco completo dello schieramento delle torri siciliane, un
commentario storico, come viene definito dal suo autore, il
marchese di Villabianca.)
Le torri di cui si dà notizia sono
190, solo 45 sono di deputazione, le restanti sono private.
Delle cinque torri che originariamente insistevano nel
territorio di Torrenova ne sono rimaste soltanto tre.