Le prime notizie del castello di Pietra di Roma si hanno
intorno al XVIII secolo per mano di Antonino Meli il
quale definisce così Pietra di Roma : “... V’erano
sino ai giorni nostri due altissime torri, una rotonda,
l’atra quadrata, ...delle quali v’esiste ancora parte di
fabbrica...furono le suddette già in questo secolo
rovinate come stanche di stare più in piedi pella loro
antichità... Collaterale alla torre rotonda v’esiste una
gisterna, seu fossa dove passa fama che quei Gentili
avessero rinserrato non pochi martiri cristiani seppure
non volessimo credere che sia stata fatta per
conservarvi l’acque piovane....nel giro delle stanze,
ponente, una mezzana se ne vedeva pitturata ma alla
mosaica o si fosse stata alla greca, con molte finiture
e molte iscrizioni, starei per dire simili a quelle di
San Pietro di Deca.”
Le altre notizie certe a noi
pervenute risalgono alla dominazione araba (901) di cui
era presidio militare sotto Ibrahim mentre sotto i
normanni diventava posta di controllo per l’attività
cantieristica. Nel 1498 il castello necessitava di una
prima ristrutturazione; nel 1557 Giulio Filoteo degli
Omodei lo descrive come fortezza con fossato. Nel 1578
Spanocchi dice che nel castello vi è un arbitrio di
cannamelle e lo dipinge come un forte con tre torri di
cui primeggia la circolare ed a cui si affianca l’antico
acquedotto. Al contempo il Camilliani sostiene che solo
nella prima metà del XVI secolo si impianta uno
zuccherificio e lo dipinge come una fortezza turrita
“con un maschio circolare”. Infine Vito Amico lo
definisce come fortezza egregiamente munita di
artiglierie con Chiese e cisterne. L’impianto
planimetrico presenta una pianta irregolare dovuta
soprattutto alle superfetazioni aggiunte nel corso dei
secoli. Infatti si pensa che ad una parte iniziale che
si elevava su un costone roccioso, sul lato orientale,
si siano aggiunti negli anni corpi di fabbrica lineari
con orientamento Est-Ovest.
|